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MADDALUSA SIA LA VISIONE DI UN’OPPORTUNITA’ E NON UN PROBLEMA

4 set
Tempo di lettura: 3 min

Antonio Moscato, fondatore di questo sito e oggi responsabile provinciale del dipartimento Imprese e made in Italy del primo partito di Governo, ha le idee chiare e suggerisce di cambiare prospettiva riguardo un tema molto importante che riguarda Agrigento:


"Il caso Maddalusa può diventare l’opportunità per rilanciare l’economia nel nostro territorio e può ridare la dignità a chi oggi si trova a vivere problemi di approvvigionamento idrico. La zona balneare è a circa 3 km in linea d’aria dalla Valle dei Templi e può essere al centro di una rinascita e cambiamento, nel tempo, dell’economia della nostra provincia".


Sostiene senza giri di parole che preservare la Valle dei Templi non è nemmeno in discussione, ma ciò non significa che lasciare alla volontà del cosmo il territorio circostante sia fare del bene al territorio stesso, alla Valle e al popolo di Agrigento e all'intera provincia; anzi oggi la situazione è completamente all'opposto: alcuni tratti della zona "incriminata - Maddalusa - è completamente in preda all'abbandono:


" Non deve essere un tabù parlare di nuovi confini e di nuova perimetrazione, in fondo la distanza e il dislivello non intaccherebbero materialmente e visivamente un solo centimetro dello splendido parco della Valle dei Templi. Tra le altre cose già oggi siamo in presenza di una statale che si interpone fra la costa e la Valle. Rispetto ai tempi quando si pensò, giustamente, alla tutela del grande patrimonio archeologico dal cemento sono passati molti decenni e oltre a essere in un periodo storico diverso vi è anche una diversa consapevolezza e concezione del mondo e del bello. La zona di Maddalusa oggi, e dobbiamo ammetterlo con onestà intellettuale, è allo stato di degrado per non dire di abbandono, chi frequenta San Leone e passa dalla strada sterrata che collega lo svincolo della statale col porticciolo turistico spesso si ritrova pure a dover districarsi tra cumuli di mondezza, quindi non si venga a dire che oggi si sta parlando di una zona A decorosa e tutelata – ovviamente quella parte della zona A-. Tutto ciò potrebbe cambiare con la giusta strategia e visione e mettere a profitto (mi si consenta questa parola che per alcuni è – solo apparentemente – scabrosa) un pezzo di costa stupenda che potrebbe attrarre molti investimenti e quindi portare lavoro. Rispetto a cinquanta o sessant’anni fa un territorio del genere potrebbe essere valorizzato attraverso i privati e le nuove tecniche costruttive che non sono invasive e indecorose (pensiamo, ad esempio, a quanti paradisi naturali nel mondo oggi sono mete di turisti che frequentano gli alberghi costruiti in quelle zone che si sposano in maniera sinergica e armoniosa col territorio e la natura circostanti). Oggi abbiamo la fortuna di avere a disposizione la bioedilizia, la bioarchitettura e l’archeologia preventiva".


Ma la cosa a cui più tiene Moscato è sicuramente il ridare dignità a tutte quelle famiglie che da mesi sono privati di un bene primario come l'acqua e che dopo decenni di contraddizzioni ora stanno pagando lo scotto di una situazione tutta italiana:


"Per questo motivo credo occorra mettere da parte l’ipocrisia, la demagogia e l’ambientalismo ottuso e ideologico di alcuni (fortunatamente non di tutti) e istituire urgentemente un tavolo tecnico formato dagli assessorati competenti, dalla sopraintendenza, dagli ordini degli ingegneri e architetti e dai rappresentanti degli ambientalisti, albergatori e imprenditori e anche -trasversalmente- dai politici che sono portatori di idee e rendersi pionieri di una nuova visione. È chiaro però che nel frattempo non si possono abbandonare le famiglie che negli anni hanno popolato questa zona e bisogna quindi derogare in qualche modo alle attuali norme che impediscono il più fondamentale dei diritti, quello dell’accesso all’acqua. D'altronde siamo ad Agrigento (culla della cultura occidentale) nel 2026 e non in uno sperduto villaggio di un angolo remoto del mondo; inoltre le regole, le leggi e i regolamenti sono fatte dagli uomini e in quanto tale suscettibili di modifiche, abrogazioni e integrazioni; anche se siamo nella città degli Dei, queste leggi non sono state scolpite da loro".

 
 
 

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